Nel bel mezzo della capitale, nella zona di Valle Giulia, si cela un edificio in perfetto stile giapponese con tanto di giardino, non molto grande, ma una vera chicca, realizzato secondo i dettami della cultura giapponese.

Sono presenti tutti gli elementi essenziali e tradizionali del giardino in stile sen’en (giardino con laghetto), il laghetto appunto, la cascata, le rocce, le piccole isole, il ponticello e la lampada di pietra, tôrô.

Un autentico pezzo di Giappone nel cuore di Roma.

“Venite preparati – il giardino giapponese autentico non è esteso, non è simmetrico, non è eclatante – e allora potrete comprenderlo, e stupirvene.”

E’ proprio così, una perla ricca di elementi simbolici, dove nulla è lasciato al caso. Rispecchia i principi e lo stile proprio della cultura giapponese, così come la morfologia del suo territorio, in primis il rispetto e la sacralità della natura, la rinuncia alla spettacolarità e alla maestosità di possibili interventi. Occorre quindi comprendere, ammirare e godere della bellezza delicata e armonica, della meraviglia di una semplicità tutt’altro che banale.

Una vera oasi di pace nel cuore di Roma.

Si tratta dell’Istituto Giapponese di Cultura, punto di riferimento importante per la promozione e la diffusione della cultura e della lingua giapponese.

Il giardino è visitabile gratuitamente, prenotando una breve visita guidata dalla durata di 30 minuti.

Mi è capitato di visitare il giardino in autunno, credo meriti in ogni periodo dell’anno, ogni stagione ha il suo fascino, anche se il periodo più indicato sarebbe in primavera, soprattutto per ammirare la spettacolare e meravigliosa fioritura dei ciliegi. In questo periodo però è più difficile riuscire a prenotarsi, ma per chi fosse interessato ad ammirare lo spettacolo dei ciliegi in fiore a Roma, si consiglia la visita del giardino giapponese all’interno dell’Orto Botanico in Trastevere, o una passeggiata sotto i ciliegi intorno al laghetto del quartiere Eur.

Proprio nel Parco del Lago dell’Eur, dal Luglio del 1959 fu inaugurata la strada pedonale e ciclabile che attraversa il parco intorno al lago, chiamata Passeggiata del Giappone. In quell’occasione, sono stati donati dalla città di Tokyo, numerosi sakura (ciliegi giapponesi da fiore) e da diversi anni ormai anche qui a Roma, si celebra la tradizionale ricorrenza e usanza dell’Hanami (花見? letteralmente “ammirare i fiori”), legata al piacere di osservare la bellezza dei sakura, di godere della fioritura primaverile degli alberi, in particolare di quella dei ciliegi.

Oggi la festa consiste, oltre che nell’ammirare i ciliegi in fiore, nel consumare un sostanzioso picnic su teli azzurri, spesso a base di sushi, birra e sake,  all’ombra degli alberi fioriti.

I festeggiamenti continuano anche durante la notte, dove l’hanami cambia nome in yozakura (夜桜? “la notte del ciliegio”) e i sakura vengono illuminati appositamente con delle luci.

Il fiore del ciliegio, per i giapponesi rappresenta, per la sua delicatezza, la brevità della sua esistenza, il simbolo della fragilità, ma anche della rinascita, della bellezza dell’esistenza e segno di buon auspicio.

Durante la mia visita al Giardino e all’Istituto Giapponese di Cultura, ho potuto ammirare anche la mostra itinerante delle bambole giapponesi dal titolo: “Le bambole del Giappone, forme di preghiera, espressioni d’amore” terminata lo scorso 28 Dicembre.

Le bambole in Giappone (ningyo), rappresentano una forma di artigianato artistico molto importante ed è tenuta altamente in considerazione. Le bambole fanno parte da sempre della vita quotidiana dei giapponesi, riflettono le abitudini del Giappone e le aspirazioni della sua gente, sono anche un espediente per mostrare le diverse forme di artigianato, dal tessile all’oggettistica.

La mostra proponeva una vasta rappresentazione dei vari generi di bambole molto diffuse in Giappone, di aspetto e funzioni diverse: dalle hinaningyō (bambole per la Festa delle Bambine) e gogatsuningyō (bambole per la Festa dei Ragazzi) del folklore ancestrale, a quelle attinenti alle antiche arti performative giapponesi, come nōningyō o bunraku/kabukiningyō, oltre alle varianti regionali e agli esemplari realizzati da artisti contemporanei.

Una visita all’Istituto Giapponese di Cultura e al suo giardino, è calarsi per breve tempo nell’atmosfera del Paese del Sol Levante, immergersi in un mondo affascinante, unico e autentico. Quindi spazio alla meraviglia!